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Il dito nell’occhio.

19 novembre 2011 Nessun commento

IL DITO NELL’OCCHIO

A Giorgio Napolitano

Giuseppe Varacalli pensa in grande, ma non appartiene al mondo dei grandi. Appartiene al mondo dei pargoli giulivi, vista la sua propensione indeclinabile alla fantasia, sempre madre di generosi parti. Siccome lo spazio è avaro anche per noi, ci arrestiamo all’ultima premitura del cervello del sindaco geracese, che già si era segnalato in Europa per il contributo alla formulazione di normative contro la mafia, tali, per la prima volta, da sgozzarla senza neppure bisogno di coltelli.

Ricordate un tratto simpatico della vita di Niccolò Machiavelli? Di giorno giocava nelle osterie a tric trac e, a tarda sera, indossati paludamenti pregiati, iniziava a discorrere con li antiqui ed eccelsi uomini?

Ricordate Francesco Petrarca? Anche egli volgeva il pensiero agli uomini illustri, i soli degni delle sue lettere, dette epistole.

Lasciateci immaginare. Francesco Petrarca e Niccolò Machiavelli sono, più che i modelli,  gli antenati spirituali di Giuseppe Varacalli. Dalle loro tombe perpetue egli trae gli auspici. Come loro, non imbuca le missive per i comuni mortali di Gerace. Il suo destinatario è il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale chiede -ci informa l’ufficio stampa del comune di Gerace- che, ove il governo Monti non appronti una nuova legge elettorale, di garantire “quantomeno l’impossibilità per gli attuali parlamentari di essere rieleggibili”.  Il che è fuori dalle prerogative del Presidente della Repubblica. Così come Giuseppe Varacalli, per questa sua lettera, sarebbe fuori dalla grazia di Dio. Se non fosse questo suo imperativo appello fantasia da giardino di infanzia.

Fonte: La Riviera n. 47/12 – Domenica 20 Novembre 2011

Gerace: “La madonna… non può entrare in Comune”

25 ottobre 2011 Nessun commento

RISPONDE il direttore
LA MADONNA DIMENTICA LA CARTA D’IDENTITÀ E NON PUÒ ENTRARE IN COMUNE
Egregio signor direttore, mi chiamo Saverio Caruso e abito in contrada Merici di Gerace da poco tempo.
Soffro d’insonnia e di notte, a volte, penso all’onnipotenza e alla bontà di Dio che ci ha concesso ed ha permesso tante cose meravigliose.
Penso al golfo di Scilla, alla costa viola, alla cattedrale di Gerace, alla cattolica di Stilo e mi chiedo anche come possa aver permesso la formazione a Gerace di un consiglio comunale cosi congegnato.
Una minoranza che sa parlare molto bene in italiano, sa citare i codici, i commi di uno statuto, sa mettere, in ogni occasione, i congiuntivi al posto giusto e sa scegliere per ogni frase i vocaboli più appropriati.
Mentre la maggioranza, sindaco in testa, non solo non riesce a mettere quattro parole in fila per formare una frase in italiano, ma non si capisce neanche quando parlano!
Riescono a mangiarsi quattro parole in una frase di tre e non scherzo: guardi i consigli comunali girati da “Promovideo” e se ne renderà conto immediatamente. Ho seguito la giornata della celebrazione dei cinque martiri. Ebbene il sindaco, nel suo incomprensibile discorso, anche se ha letto, aveva due espressioni: quella con i baffi e gli occhiali da vista e quella con i baffi e basta.
Capisco che la maggioranza è eletta dal popolo, ma io sono da poco arrivato a Gerace e nelle mie lunghe notti senza sonno mi chiedo dove aveva i neuroni la maggioranza dei cittadini di Gerace in quei due giorni delle votazioni. Nella sua abissale bontà, il sindaco ha, quest’estate, istituito i “buoni del comune” che ha cercato di elargire ai bar in occasione di manifestazioni, dicendo: “A chiunque viene con questi buoni dovete loro dare la consumazione gratis.
– Perché poi rimborsa l’amministrazione? Ha chiesto timidamente qualcuno
– Nient’affatto, sono gli esercenti che devono gratuitamente venire incontro all’amministrazione con queste piccole cose, per incentivare il turismo e..
– Anche gli esercenti che hanno famiglia? Introduce qualcun altro
– Certamente!!!..- seguì un sonorissimo pernacchio, ne nacque un tafferuglio e non se ne fece più nulla.
Del resto, poverino il sindaco, non lo si può neanche consigliare, perché per andare a parlargli bisogna superare lo sbarramento burocratico costituito da un’addetta, che prima di entrare in municipio ti chiede motivo e documenti per farti accedere in qualunque stanza del Comune e specialmente dal sindaco.
Hanno visto la Madonna venire via infuriata perchè evocata in uno dei tanti “Madonna Mia” del Sindaco, era accorsa in suo aiuto, ma aveva dimenticato la carta d’identità a Nazaret e Le era stato proibito l’ingresso.
Comunque, signor direttore, mi incoraggia il fatto che Dio è grande e vede e all’occorrenza provvede, anche, se ha fatto tante cose belle ed ha permesso tante cose brutte chissà…
Nel ringraziarla per il tempo che mi ha concesso e nello scusarmi per lo sfogo la ringrazio e la saluto distintamente.
Saverio Caruso

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Che vuole che Le dica? Il Papa, non senza la volontà di Dio, mandò nel 1347 il gran teologo Barlaam. E ora per compensazione come sindaco Giuseppe Varacalli.
Fonte: La Riviera nr. 43/21 – Domenica 23 ottobre 2011